Marc Antoine Charpentier: Messa di mezzanotte

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Nella natalizia Messa di Mezzanotte Charpentier fa risuonare il Mistero

E’ musica “alta”, pensata e scritta per un uditorio raffinato, colto e preparato; ma è nel contempo una forma di intrattenimento artistico e spirituale immediata e diretta, destinata a riscaldare il cuore e gli animi di chiunque abbia intenzione di stare di fronte al miracolo del “Dio fatto uomo” attraverso gli occhi semplici e stupiti della gente comune.
È questa, in sintesi, la cifra distintiva che caratterizza la Messe de Minuit pour Noël di Marc-Antoine Charpentier (1643-1704), musicista francese attivo ai tempi dell’assolutismo “illuminato” del Re Sole; ed è proprio in tale direzione che si è mossa l’interpretazione guidata da Jean-François Frémont a capo dell’ensemble corale Maîtrise des Petits Chanteurs de Versailles e di quello strumentale Sinfonie Saint-Julien, volta a svelarne il fascino discreto e i contorni maggiormente poetici (cd pubblicato da Ameson e distribuito da Codaex).
Si tratta di un’opera concepita con ogni probabilità intorno agli anni Novanta del XVII secolo per la chiesa parigina di San Luigi, dove Charpentier ricopriva la carica di Maître de musique presso il raccolto ambiente religioso dei Gesuiti, così lontano dai lussuosi sfarzi di corte. E in un clima di intima familiarità, per accompagnare la prima funzione liturgica del giorno di Natale, a coronamento di una lunga vigilia di attesa e preghiera, il compositore ha attinto ad alcuni brani derivati dall’antica tradizione francese dei Noël, utilizzandone le melodie come spunto tematico sopra cui intrecciare il proprio ordito polifonico; la Messa di Mezzanotte, lungi dal rappresentare un semplice esercizio stilistico, si impone così come un modello singolare e in qualche modo “trasversale” all’interno del panorama musicale dell’epoca, senza per questo mai tradire una profonda aderenza all’originario messaggio evangelico.
I suggestivi motivi popolari riferiti ai pastori, alla Vergine, a San Giuseppe o al Bambin Gesù offrono infatti lo spunto per una sobria elaborazione contrappuntistica che scandisce le diverse sezioni di questo rito solenne, in uno scarto di prospettiva chiamato ad assecondare idealmente la scelta di assoluta povertà compiuta da Gesù, il Re dei re, nato in una stalla disadorna e non in una reggia come quella di Versailles”

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